19 Dicembre 2009

Neve.Un anno che se ne va,e dieci dischi.

L'anno 2009 è iniziato con una bufera di neve,e visto come sta procedendo,sembra che finirà per concludersi nella medesima maniera.
Il 2009 è stato l'anno del terribile terremoto dell'Aquila. E' stato l'anno di Obama, ma anche quello di Berlusconi.
Ma soprattutto il 2009 è stato il nostro anno. Tra sorrisi e un pò di fatica,è volato.Anche questo,è volato.
E' tempo quindi di trovarsi con gli amici, di fermare un pò quelle immagini istantanee nelle nostre teste, è tempo di aggrapparsi ai nostri ricordi di velluto.
Ma soprattutto per ciascuno di noi è tempo di tirare le somme; è tempo di classici resoconti finale, di feste d'istituto e di classifiche.

Non me intendo di cinema, quindi non ci sarà alcuna classifica sui migliori film dell'anno. Posso però fare una MIA classifica dei deici dischi più belli dell'anno,sempre secondo me,per quel materiale che ho.E' un peccato,sarà una classifica elitaria.Alcuni dischi,molto belli,per esempio quello nuovo dei Them Crookes Vultures,resteranno fuori. Vediamo un pò.

Al primo posto, mi sembra ultra meritato The resistance,dei Muse.
Al secondo, Tonight dei Franz Ferdinand.
Al terzo The bachelor, di Patrick Wolf
al quarto Humbug, degli Arctic Monkeys che non si smentiscono mai
al quinto, It's blitz, degli yeah Yeah Yeahs.
al sesto, L'amore non è bello, di Dente
al settimo, Primary Colours degli Horrors
all'ottavo, west ryder pauper lunatic asylum,dei Kasabian
al nono,two dancers degli Wild Beasts
e al decimo, declaration of dependence.

La vostra?
IO non vedo l'ora arrivi il 2010 col nuovo degli Mgmt.
On verra
Intanto, buone feste a tutti.

 
05 Dicembre 2009

VIOLA CONTRO CHI VìOLA.



La Costituzione non è nè di destra,nè di sinistra.E uno che non la rispetta non può essere Presidente del Consiglio.
FIERA DI ESSERE ANTI-BERLUSCONIANA.

 
19 Ottobre 2009

Mrs Cold e i Kings of Convenience.

Ecco il nuovo singolo dei Kings of Convenience, tratto dal nuovo album Declaration of Dipendence. Ovviamente, i due fratelli norvegesi non si smentiscono mai, e stanno diventano uno dei gruppi più in voga della scena Indie mondiale. E poi io amo Erlend Oye, ovvero l'occhialuto.


Hey baby, Mrs. Cold
Acting so tough,
didn’t know you had it in you so be hurt at all
You waited too long
You should’ve hook me,
before I put my raincoat on

Oh can I get it
Oh can I see
You were fronting because
You knew you’d find yourself vulnerable around me
Oh can I get it
Oh can I see
You feel vulnerable around me

Hey, baby
what’s going on?
You lost control and you lost your tongue
You lost me
Deaf in my ear
Nothing you can say is gonna change the way I feel

Oh can I get it
Oh can I see
You were fronting because
You knew you find yourself vulnerable around me

Oh can I get it
Oh can I see
I step too close to your boundaries

You wanted nobody around to see
You feel vulnerable around me

Hey baby
What is love?
It was just a game
We’re both playing and we can’t get enough of
We’re both playing and we can’t get enough of
We’re both playing and we can’t get enough of

Tags: musica
 
10 Settembre 2009

Berluscò, non te fa revedè a l'Aquila!

Aveva detto che avrebbe passato agosto a L’Aquila, tra i terremotati, e non era vero. Aveva detto che il 4 settembre avrebbe consegnato le prime case a Cese di Preturo, e non è accaduto. Aveva persino detto (il giorno dei funerali con gli occhi lucidi, carezzando orfani) che avrebbe ospitato famiglie di terremotati nelle sue ville, ma nessuno ha mai ricevuto un simile invito.

Tutte le promesse che Silvio Berlusconi affida ai suoi molti telegiornali sono bugie con gambe talmente lunghe e veloci che si fa fatica a inseguirle per verificarle. Fanfare e riflettori le mettono in circolazione (“prima dell’inverno tutti avranno un tetto”) ma finiscono per accumularsi sul palcoscenico della perpetua commedia che ci governa.

Dice Stefania Pezzopane, presidente della Provincia: “C’è un grande malessere in giro. Ci sentiamo ingannati e compressi. Assediati dal tempo. Dispersi. Senza certezze”. Ora che a L’Aquila sono cominciate le piogge, 17 mila terremotati vivono ancora nelle tende e 30 mila sono sparpagliati negli alberghi. Non si sa quante scuole riapriranno. Mancano ancora le graduatorie per l’assegnazione delle nuove case. In compenso i cassintegrati sono saliti a 16.500 e un piano di rilancio produttivo non si è fatto. Tensioni crescono. Solidarietà evaporano. Burocrazie impediscono piccoli lavori e accesso ai rimborsi. Si dismettono le tendopoli, ma le nuove case restano un miraggio. I container utilizzati in Umbria potevano essere una soluzione per il primo anno, ma non sono mai arrivati per non offuscare il record della ricostruzione. Ora arriverà l’inverno e con la neve pure il buio delle telecamere.

(Voglio scendere.it)

 
24 Agosto 2009

Veronablog.

PREMESSA:
Nell’ultimo mese ho lavorato in un centro estivo.
E’ accaduto che dopo aver dato ai bambini la possibilità di giocare con le biglie, in seguito a numerosi richiami queste si siano vietate perchè non si sapeva farne buon uso, perchè ne andava dell’incolumità stessa dei bambini e perchè questi non riuscivano a gestirle adeguatamente. E’ accaduto in maniera similare con le corde per saltare e con gli aeroplanini di carta. Dopo qualche richiamo si è deciso di vietare i giochi in questione.

Ho pensato molto a ciò, a mo’ di autocritica, nelle settimane seguenti.
Il nostro intervento, in realtà, pur atto a salvaguardare la sicurezza dei bimbi e a dar loro un segnale che faccesse loro capire che molto dipendeva da loro, non è stato educativo in senso forte. Non è stato nemmeno diseducativo, s’intenda e il lavoro generale svolto dagli animatori è stato esemplare e impeccabile sotto ogni punto di vista. Solo, a pensarci e ripensarci, avremmo potuto, in quelle circostanze, giocar con loro di più e insegnar loro come si gestisce un tal gioco facendolo noi stessi, mostrando loro cosa è lecito fare e cosa no, cosa sia pericoloso e cosa no.
In tutto ciò si tenga presente che s’aveva a che fare pur sempre con dei bambini e che non sempre sia fattibile la realizzazione di un dibattito serio e maturo sulle regole da seguire. Si fa, certo, ma son pur sempre bambini e bisogna saper parlar loro con le giuste parole e le giuste metodologie.

E a volte occorrono delle misure drastiche. Come nel caso sopra citato.
FINE PREMESSA

I cittadini di una città, al contrario, non son tutti di tenera età. Tutt’altro.
Ciononostante tendono a comportarsi spesso come bambini e godono ad esser trattati così.
E allora ciò che si dovrebbe richiedere ad un sindaco o ad una giunta è un indirizzamento di buon senso della cittadinanza, un arricchimento della conoscenza reciproca, un’apertura sempre maggiore della veduta del mondo, un aiuto nel risolvere le problematiche, un sostegno nel capire cosa serva realmente alla città, un forte contributo per coloro che si trovano in situazioni di disagio, un esempio di condotta nell’affrontare le questioni.

Ché quello che fa un sindaco è specchio ed esempio per una cittadinanza intera che in lui si sente rappresentata.

E invece accade che ad ogni minima problematica qui da noi si applichi il teorema del tagliar la testa al toro, buttando in un sol colpo, senza fare distinzione, tanto il bambino che l’acqua sporca. Si prende una situazione innocua e debole (Forti con i deboli e deboli con i forti, fateci caso), la si amplifica, la si fa divenire un’emergenza e la si risolve sradicando il problema.
Perché fa molto "Agire", perché fa molto "aver polso", perché da decenni di politica vecchio stile ci si distanzia solo decidendo unilateralmente, vietando, chiudendo, impedendo. Non ci si chiede se sia una vera questione o meno, quali siano le motivazioni o meno. Si vieta.
Perché è facile.
Perché è come coi bambini.
"Maestro/Sindaco, quello là mi da fastidio con i pattini". Vieto.
"Maestro/Sindaco, quello là che dorme mi da fastidio". Vieto.
"Maestro/Sindaco, quello là che suona mi disturba". Vieto.
"Maestro/Sindaco, quello là non mi piace". Vieto.

E l’impressione che il veronese ha è che il Maestro/Sindaco faccia i suoi interessi. Che sia lì per lui. Pronto ad intervenire.
Vietando. Chiudendo.Difendendolo.

Il Sindaco Fa.
Non importa cosa comporti ciò.
Fa.

Non sarò certo io a dire ai miei concittadini con la mente offuscata dalla pearà quale sia l’esito possibile di una tale politica. Se l’imbruttimento cui io assito non lo vedono quando si guardano allo specchio non lo vedranno certo con queste mie inutili parole.
Pazienza.
Spero un giorno di andarmene da questa città che, pure, per me rimane la più bella al mondo.

Dico solo come avrei affrontato io alcune questioni (che, peraltro, per me vere questioni non sono ma semplici e banali quesiti di civile convivenza).

Con i suonatori di piazza erbe avrei risolto sedendo ad un tavolo alcuni di loro e alcuni abitanti della piazza. Li avrei fatti parlare. Avrei coinvolto gli uni e gli altri ad organizzare qualcosa insieme, contribuendo entrambi a far vivere una piazza. Almeno si sarebbero conosciuti e parlati. Il nemico quando lo conosci diventa una persona da rispettare. E qualcosa son convinto si sarebbe risolto.

Con i senza tetto della città avrei dato ai volontari della Ronda della Carità dei locali in uso gratuito in cui far dormire queste persone, avrei obbligato le mense scolastiche a tener gli avanzi (lo sapete che vengono buttati via per legge) per sfamare chi ne avesse bisogno, avrei assunto educatori per seguirli e aiutarli.

Con i pattinatori avrei parlato con alcuni di loro, avrei al limite istituzionalizzato l’iniziativa (avrei fatto pure un giro una sera) appoggiandola e nominato dei responsabili all’interno del gruppo col compito di controllare i più indisciplinati.

Con le sagre e i vari concerti avrei spiegato ai cittadini che una settimana all’anno potrebbero anche portare pazienza come faccio io e molti altri. Anzi li avrei invitati a partecipare in prima persona che male non fa loro, magari fornendo buoni risotto agli abitanti delle case limitrofe.

Con chi mangia in giro per la città avrei predisposto vaste e numerose aree predisposte per l’aggregazione dei cittadini. Parchi, alberi, sedie, panchine, tavoli.

Con chi suona, si esibisce, protesta, danza e salta per strada avrei creato un momento alla settimana in una zona della città in cui fosse possibile farlo liberamente. Come lo Speaker’s Corner a Londra, per capirci.

Con chi passa le serate fuori dai locali offrirei loro maggiori iniziative culturali e di divertimento ogni serata in giro per la città per evitare che non abbiano altra alternativa che farsi di spritz tutte le sere al solito posto.  

Tutto senza vietare.
Educando un filino.
Parlando.
Dialogando.
Sarebbe possibile, cari bimbi?

(veronablog.)

Tags: verona
 
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